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La cittadella murata circondata dalle fosse contraddistingue a prima vista la borgata sanvitese; due le torri principali la Scaramuccia e la Raimonda edificata da Raimondo della Torre, (1273-1299). All'interno delle mura le principali emergenze architettoniche. Il Duomo dedicato ai SS. Vito, Modesto e Crescenza, venne ricostruito nel 1745 per volontà del Patriarca Daniele Delfino sulla chiesa precedente, con a fianco il campanile del 1484, opera di Giovanni da Pordenone. Dal vecchio edificio sacro il nuovo tempio ha ereditato l'altare maggiore seicentesco e diversi dipinti di P. Amalteo, tra cui le pale e portelle dell'antico organo di cui non è rimasta traccia.
S. Maria dei Battuti, chiesa quattrocentesca annessa all'antico ospedale fondato nel 1369 dalla Confraternita dei Battuti, sorge nei pressi del Duomo. Una recente ristrutturazione ha recuperato l'antico ospizio per indigenti, malati e pellegrini. Il bel portale opera del Pilacorte (1493), introduce nella navata che si chiude nell'abside ove si trova uno dei più bei pittorici dell'Amalteo, ricordato anche da Giorgio Vasari: “dipinse a fresco nella chiesa di S. Maria, la cappella di detta Madonna, con tanta bella maniera e sodisfazione d'ognuno, che ha meritato dal reverendissimo Cardinal Marino Grimani patriarca d'Aquileia e signore di S. Vito, esser fatto de' nobili di quel luogo”. Iniziato nel 1535 il ciclo pittorico mostra una organicità stilistica ed iconografica tra le più significative del cinquecento friulano. La chiesa di San Lorenzo è edificata “extra portam burgi Santi Viti” nel borgo che prende il suo nome e nei pressi del convento dei Domenicani. Costruita per volontà di Matteo Tano nel 1479 con una sola navata, venne in seguito modificata coli l'aggiunta di due navate laterali. Nella chiesa, luogo di sepoltura delle famiglie nobili, si trova la tomba dell'Amalteo.
La chiesetta dell'Annunciata o di Santa Maria in Castello, si trova nell'antico nucleo del borgo Castello ed è probabilmente il più antico edificio di culto di San Vito. Costruita nel XIV secolo, conserva tracce di affreschi di difficile attribuzione ma di particolare bellezza tra cui spicca una crocifissione, una natività e l'adorazione dei Magi.
Il    Monastero della Visitazione si trova subito al di fuori delle mura, fu edificato nel settecento per dotare la cittadina di una comunità religiosa finalizzata all'educazione della gioventù femminile. Pregevoli le tre pale d'altare e alcuni paramenti sacri del XVIII secolo.
Nei sobborghi e nelle varie frazioni di San Vito, si segnala la presenza di diverse chiesette votive, tipiche dell'ambito friulano, come ha ben documentato il Marchetti nel suo testo dedicato a queste testimonianze di arte e religiosità popolare; San Rocco in Fabbria costruita nel tardo '500, Santa Sabina nel Borgo Fontanis, Santa Petronilla nelle campagne di Savorgnano, che risale al XIV secolo con affreschi di varie epoche ed un altare ligneo della fine del XV secolo. L'edificio sacro più interessante di trova a Prodolone, si tratta di Santa Maria delle Grazie, eretta nel 1437 con il coro affrescato interamente dall'Amalteo dal 1538 con scene della vita di Maria e con un prezioso altare ligneo ed un polittico di Giovanni Martini del 1515. Il Duomo settecentesco si affaccia su uno dei lati corti della piazza, uno spazio porticato particolarmente affascinante, caratterizzato dall'allineamento modulare dei palazzi edificati sui lotti di origini gotiche, ove si trovano alcuni edifici storici.
Palazzo Fancello con i suoi affreschi di facciata, è probabile opera del Bellunello. A fianco di questo si erge Palazzo Rota, costruito per volontà di Matteo Altan nel '400 e risultato di complessa vicenda, con diversi corpi di fabbrica risalenti a varie epoche. Oggi sede Comunale, il palazzo è arricchito da un ampio giardino di interesse naturalistico. Sulla piazza prospetta anche la loggia comunale, o “casa pubblica”, da poco oggetto di un restauro finalizzato al recupero delle antiche strutture di origine trecentesca.
Un altro complesso di particolare rilevanza è Palazzo Tullio Altan, con annessa la torre Grimana e l'oratorio ottagonale di San Gaetano. Il palazzo è di  proprietà  della  Provincia  di Pordenone ed al suo interno è stato recentemente riordinato il Museo Provinciale della Vita Contadina.
Nella Torre Raimonda si colloca invece il Museo Civico Federico De Rocco, formato dalla sezione archeologica, che raccoglie i materiali provenienti dagli scavi effettuati nel territorio sanvitese e da quella storico-artistica, con affreschi recuperati da edifici antichi oggi demoliti, alcune sculture e arredi e ritratti già di proprietà della famiglia Rota.

 

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